Confesso che non conoscevo l’artista zurighese Karheinz Weinberger fino a quando qualche settimana fa, per caso, mi sono imbattuto in un articolo su di lui. Nato nel 1921, è stato attivo come fotografo freelance per oltre sessant’anni. I suoi interessi si indirizzavano verso la classe lavoratrice, gli umili, gli emarginati. Cercava di presentare un ritratto della società zurighese che non viveva sotto i riflettori. Tra il 1943 e il 1967, sotto lo pseudonimo di JIM, pubblicò foto di operai, atleti e motociclisti sulla rivista gay “Der Kreis”, che era conosciuta a livello internazionale. Dalla fine degli anni ’50 si dedicò a fotografare eventi sportivi; quelli che gli interessavano di più erano il wrestling e il motociclismo, pur non disdegnando gli altri sport. Si dedicò anche a fotografare i cosiddetti “halb-starke”, adolescenti, per lo più maschi e figli della classe lavoratrice, che avevano in pubblico atteggiamenti aggressivi e provocatori. Weinberger fotografò tutta la vita come amatore, tanto che il suo lavoro principale fu quello di addetto alle vendite in un negozio di mobili, poi di impiegato nel settore logistica e infine di impiegato alla Siemens. Solo nel 2000, sei anni prima della sua morte, ricevette la fama internazionale, grazie a una mostra e a un libro.

Weinberger cominciò a fotografare sin da ragazzino, durante i suoi primi viaggi con i gruppi giovanili elvetici. Era attratto dalla bellezza maschile della classe operaia, quella bellezza rude, non ostentata, fatta di duro lavoro e abbronzatura ottenuta dal trascorrere la maggior parte del tempo all’aperto. Per questo motivo osservava i lavoratori dei cantieri e delle attività di costruzione che si svolgevano a Zurigo, e chiedeva agli operai di posare per lui. Si rese conto presto che la maggior parte degli operai era italiana, e così decise di dedicare alcune delle sue vacanze alla scoperta del nostro Paese, in particolare della Sicilia e dell’Italia meridionale.

L’amore per i viaggi accompagnò Weinberger per tutta la vita, tanto che girò l’Europa in lungo e in largo, accompagnato talvolta dalla madre, talvolta da amici, spesso dal suo amore Albert Barraud.

La casa editrice indipendente Sturm & Drang, di Reto Caduff e Rahel Morgen, ha raccolto gli scatti dell’artista zurighese in Italia nel volume Mediterraneo, appena pubblicato. Si tratta del terzo volume che la casa editrice dedica al fotografo zurighese, il primo sui suoi scatti italiani. Mediterraneo, assieme agli altri libri di Strum & Drang, si può trovare nelle librerie specializzate, ma è ordinabile online tramite il sito della casa editrice, che spedisce in tutto il mondo. Trovate tutte le informazioni sul catalogo di Sturm & Drang visitando il sito internet, oppure scrivendo all’indirizzo info@sturmanddrang.net.

Le fotografie che corredano questo articolo, tutte tratte da Mediterraneo, sono un regalo che Reto Caduff e Rahel Morgen hanno fatto a Pappece Blog, per il quale esprimiamo la nostra profonda gratitudine.



Foto bellissime. Grazie Maurizio per aver segnalato questo artista e la sua poetica.
bellissime foto scattate non solo con un occhio fotografico molto acuto ma anche con grande empatia nel mostrare la bellezza delle persone umili…Io conoscevo il nome Karlheinz Weinberger già al tempo del mio apprendistato. Mi sono molto meravigliata nel leggere che la fotografia non era il suo principale lavoro ma “soltanto” il miglior modo per impiegare il suo tempo libero…