Cara Agenzia delle Entrate, siamo cittadini o sudditi?

A splatter grunge effect tricolor flag of Italy

Da diversi, troppi anni, sto vivendo, con l’Agenzia delle Entrate, situazioni surreali, degne di un romanzo di Kafka, per una tassa di circolazione auto non pagata (secondo loro).

Mi trasferii in Svizzera nel settembre 2008, e dal dicembre dello stesso anno sono iscritto all’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (AIRE). Il giorno 8 aprile 2009 mi recai all’ufficio della motorizzazione di Zurigo per la revisione della mia automobile e il cambio della targa, effettuando così la nazionalizzazione dell’auto in Svizzera. In quell’occasione consegnai anche la mia patente italiana e ricevetti in cambio quella svizzera. Dopo qualche giorno ricevetti una comunicazione ufficiale, in cui la motorizzazione zurighese confermava di aver distrutto la targa italiana e di aver registrato l’automobile con una targa svizzera. Un anno dopo ricevetti una lettera del console, indirizzata all’ACI, ufficio provinciale di Bergamo, in cui si attestava che la mia automobile era stata nazionalizzata in Svizzera.

Come immaginerete, non ho più pagato la tassa di circolazione auto in Italia, semplicemente perché ho cominciato a pagarla in Svizzera. Ma qualche anno dopo, nel 2012 credo (ma potrebbe essere stato anche il 2013, la memoria comincia a scarseggiare), l’Agenzia delle Entrate di Bergamo si sveglia e mi notifica il mancato pagamento della tassa di circolazione 2010. Contatto una commercialista a Treviglio, produco evidenza del mio espatrio, e soprattutto evidenza della nazionalizzazione dell’automobile, e faccio cancellare la multa.

Non sento più niente fino al 2017, quando ricevo una nuova notifica per mancato pagamento della tassa di circolazione 2010. Produco la stessa documentazione prodotta anni prima, chiedo alla commercialista di controllare che l’ACI abbia effettivamente cancellato la mia auto dal database. Naturalmente, ogni volta che coinvolgo la commercialista per non pagare questa multa assurda, devo pagare per il servizio, come è normale e giusto che sia. Lo scrivo solo per far notare quali siano le conseguenze economiche di un simile errore.

Credevo di aver finalmente risolto, ma purtroppo mi sbagliavo. Il 23 luglio 2022, quasi cinque anni dopo l’ultima notifica, ricevo un nuovo sollecito di pagamento, che nel frattempo ammonta a 106 Euro. L’agenzia delle entrate mi comunica che, se non pago entro cinque giorni, si procederà a esecuzione forzata. Ignoro cosa questo voglia dire, dal momento che ci stiamo riferendo a una macchina nazionalizzata in Svizzera ben tredici anni fa, ma comunque non voglio scoprirlo. Considerando che sto per partire per una trasferta di lavoro che mi terrà lontano esattamente per cinque giorni, decido di pagare. Poi contatto la commercialista, le invio anche la ricevuta di pagamento, oltre alla solita documentazione, in suo possesso già da diversi anni, in modo che possa iniziare la procedura di rimborso.

pagamento

Alcune considerazioni su questa storia:

Non ho mai ricevuto solleciti di pagamento per anni diversi dal 2010. A meno che non si sveglino adesso, dopo dodici anni, ciò vuol dire che la nazionalizzazione dell’auto è stata registrata da qualche parte, ma qualcuno ha “dimenticato” di cancellare, nel database dell’agenzia delle entrate, la notifica del 2010.

Per questa multa, che adesso supera di poco i 100 euro, ho dovuto pagare nel corso degli anni, dei servizi aggiuntivi, per (tentare di) sanare un’ingiustizia. Non so chi si stia occupando della mia pratica, ma forse, volendo pensare alla produttività dell’agenzia delle entrate, sarebbe più saggio accanirsi su mancati pagamenti con ammontare più consistente, che immagino ci siano.

Quando lo stato italiano deve erogare dei servizi, mostra spesso inefficienze, come nel caso del passaporto di mio fratello, di cui vi ho raccontato l’altra settimana. Quando invece deve ricevere, tartassa il cittadino come se quest’ultimo non avesse diritti, ma fosse semplicemente un suddito.

E voi, avete subito esperienze simili? Raccontatele nei commenti.

3 Comments

  1. A memoria stai diventando il nuovo Clerici …. 🙂 hai ragione su tutti i campi, parlo del commento finale ….
    Vedi storia del passaporto …eloquente ed esplicativo di una burocrazia ridicola lenta e quasi assente…

  2. Non che mal comune sia mezzo gaudio, ma certo posso raccontarti tante mie disavventure. Per esempio, questa: nel 2017, il personale scolastico in servizio all’estero fu equiparato agli altri impiegati e quindi esentato dall’iscrizione all’Aire. Presentando il testo o anche solo il numero del Decreto, il nostro Comune ci avrebbe reintegrato tra i residenti, co venne detto.
    Mi ci e’ voluto invece 1 anno intero: essendo all’estero, mio fratello si e’ recato 3 volte agli sportelli del Municipio XII di Roma Capitale, ha presentato i documenti richiesti ( tra cui anche attestazioni dell’ Ambasciata di competenza). Dopo ogni colloquio, i Vigili Urbani si recavano al mio domicilio romano, constatavano la mia assenza e respingevano la domanda di residenza. Se lavoro all’estero, come posso essere a Roma?
    Alla fine, nell’agosto 2018, sono andata personalmente al Comando dei Vigili Urbani del MunicipioXII invitandoli a constatare la mia presenza in ferie al mio domicilio romano. Non sono mai venuti: una cortese impiegata ha ascoltato con attenzione le mie disavventure e, avendo una figlia residente in Uk, ha preso a cuore la faccenda e risolto tutto in 10′.
    Ma a me e’ costato un anno non dovuto di Ici per la mia casa di Roma, considerata seconda. E tanto stress e tempo mio e di mio fratello.
    Non apro poi la questione contributi Inps ( gli errori materiali di chi registra possono essere corretti con prove documentate che potrebbero essere logiche o acquisite direttamente dall’amministrazione).
    Insomma, ‘esperienze’ tante. Speriamo sempre di riuscire a raccontarle essendone venuti a capo.

    • Io sto cominciando adesso la mia esperienza : un mesetto fa mi arriva una raccomandata rigorosamente verde accompagnata da commento sgradevole del portiere che insinuava una multa, in cui mi si chiedeva il pagamento del bollo auto relativo all 2016, specificando di aver interrotto i termini per la prescrizione, con una raccomandata nel 2020 ( che io non ho mai ricevuto, inutile dirlo).
      Scartabello fra i documenti e trovo la ricevuta del pagamento in oggetto, mi apro una PEC e la invio.
      Per il momento nessuna risposta.
      Nel frattempo attaccano con la Tari : non risultano i miei pagamenti dal 2016 in poi. In questo caso mi è un po’ difficile reperirli tutti, ho gli ultimi 5 anni , spero che per logica, considerando che è evidente che pago la tassa, mi abbonino il 2016, ma ho i miei dubbi.
      Nel frattempo, visto che all’Erario non risulta nessun mio contributo, mi è venuta voglia di interrompere i pagamenti per l’anno in corso, mi affannerò a pagare fra cinque o sei anni, quando me lo chiederanno!
      Vi terrò aggiornati !

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