Gli amori proibiti di Astoria

Inizia

Nelle ultime settimane ho letto due romanzi interessantissimi, pubblicati dalla stessa casa editrice, Astoria. I libri, pur diversi fra loro, hanno in comune dei temi importanti, quali gli amori proibiti e la ricerca della libertà. Amori proibiti perché non eterosessuali, e perciò non accettati, se non addirittura criminalizzati, dalla società civile dei paesi in cui i protagonisti vivono.

Il primo romanzo, Cosa scrivono le lacrime, esordio della camerunense Musih Tedji Xaviere, tradotto in italiano da Patrizia Spinato, è presentato dall’editore con le seguenti parole: “Bessem è una ragazza studiosa, socievole, del tutto “normale”, almeno in apparenza; fin da piccola infatti capisce di essere diversa, perché, nei suoi sogni a occhi aperti, a rubarle il cuore e portarla all’altare non è un principe, ma una principessa. Bessem però vive in Camerun, dove l’omosessualità è un reato, e deve nascondere i suoi veri desideri sotto una maschera di studiata ordinarietà. Poi, come un fulmine a ciel sereno, nella sua vita irrompe Fatima: bellissima, atletica, determinata, ma proveniente da una famiglia musulmana molto rigida, che pretende da lei l’assoluto rispetto delle tradizioni. Bessem e Fatima capiscono all’istante di aver trovato l’anima gemella, ma la loro buona stella si oscura presto. Quando vengono denunciate e poi incarcerate, Bessem può contare sull’aiuto della sua benestante famiglia cristiana, mentre Fatima scompare nel nulla.
Impotente e col cuore spezzato, Bessem seppellisce ancora più in profondità il suo vero io, che si manifesta soltanto nelle lettere che si concede di scrivere a Fatima, tra le lacrime, consapevole che non potranno mai essere lette. Finché, tredici anni dopo, un incontro fortuito non le dà la speranza di riuscire finalmente a rintracciare il suo amore perduto…”

Cosa scrivono

La protagonista, Bessem, prende prima consapevolezza di sé e poi della società in cui vive. Cresce, fa carriera, conquista una posizione importante nella società, vive nuove storie, più o meno importanti, ma le manca sempre Fatima e quell’amore spezzato bruscamente. Cosa può esserle successo, perché è sparita nel nulla? Bessem si mette alla ricerca del suo primo amore, e solo chi legge il romanzo saprà come va a finire questa storia. Quello che mi sento di dire è che il libro mette in evidenza la crescita di Bassem, da ragazzina a donna di mondo, così come le storture della società camerunense, con le sue contraddizioni. Avendo visitato il Camerun, purtroppo diversi anni fa, mi sono ritrovato in tante delle descrizioni che l’autrice propone. Un libro sull’amore, ma ancor di più sul bisogno di cambiare una società che non ci piace.

Il secondo romanzo, autobiografico, lo ha scritto il giovane Artem Mozgovoy. Tradotto in italiano da Simona Garavelli, è intitolato Primavera in Siberia e l’editore lo descrive così: “Nel 1985, la Russia è a un punto di svolta, a cavallo tra la dissoluzione dell’Unione Sovietica e le promesse forse un po’ troppo dorate del capitalismo. È qui, nelle distese desolate della gelida Siberia, che nasce Alexej, anche lui a cavallo tra due mondi: timido e sensibile, vive nella sua immaginazione per scappare dalla realtà, rifugiandosi nel vivido e rassicurante mondo della poesia. Tutto però cambia per lui quando un compagno di classe, figlio di agenti del kgb, gli confessa il suo amore, e soprattutto quando Alexej si rende conto di esserne innamorato a sua volta. L’idealismo e la purezza di questo primo amore si scontrano con una realtà fatta di odio e repressione, che tuttavia Alexej è pronto a sfidare per vivere libero e affermare la sua identità. Così il ragazzo cerca la propria strada, forte di un’incrollabile determinazione e dell’aiuto di una madre coraggiosa; ma sarà abbastanza per sopravvivere a un Paese che lo vuole morto per il “terribile crimine” di essere apertamente sé stesso?”

Primavera

Il libro è un romanzo di formazione, di un bambino che diventa ragazzo, un ragazzo diverso che deve imparare presto a difendersi da tutto e da tutti, in un Paese che si sgretola fino a reinventarsi. Anche nel nuovo Paese l’omofobia è largamente diffusa, anche nel nuovo Paese non vi è il diritto di essere se stessi, e così il protagonista, appena ragazzo, dovrà prendere delle decisioni drastiche per sopravvivere.

Pur trattando gli stessi temi la Xaviere si concentra di più sull’aspetto amoroso, mentre quello di Mozgovoy più sugli aspetti storici e sociali. Due libri scritti in maniera scorrevole, necessari a farci capire il mondo in cui viviamo, ci fanno anche capire perché bisogna continuare a lottare, a tutte le latitudini, per una società più giusta ed equa.

 

 

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