I De Filippo, che famiglia difficile!

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Napoli è, tra le tante altre cose, teatro, e teatro significa, inevitabilmente, i fratelli De Filippo: Titina, Eduardo e Peppino. La loro storia è strettamente intrecciata a quello di un altro gigante del teatro napoletano, Eduardo Scarpetta, loro padre naturale.

Tanto si è raccontato sui fratelli De Filippo, artisti brillanti, geniali, con una personalità molto forte, che spesso ha prodotto conflitti interni e scintille. Sia sa che, nel 1944, Peppino lasciò la compagnia del fratello Eduardo, nella quale recitava anche Titina, per proseguire da solo una carriera di altissimo livello, come di altissimo livello fu quello di Eduardo, anche dopo la separazione.

Negli anni ’70 del secolo scorso Peppino De Filippo scrisse e pubblicò un libro, dal titolo “Una famiglia difficile”, per raccontare la storia della famiglia, a partire dalla sua infanzia, fino ad arrivare alla rottura definitiva con il fratello. Questo libro è stato introvabile per anni e anni, fino a quando l’editore Marotta, poche settimane fa, ha deciso di ripubblicarlo, permettendomi finalmente di leggerlo.

De Filippo

L’editore descrive il libro con le seguenti parole: La famiglia. Per l’autore, la sua, fu “Una famiglia difficile” e, qui, ne narra le vicende senza nulla nascondere perché: accada quel che accada, certe cose vanno svelate! Una narrazione scevra da ogni pretesa stilistica ma con una fantastica alternanza di toni, che si adegua agli stati d’animo dell’autore rispetto a ciascuna delle vicende toccate: dolcezza, nel ricordo della balia e degli anni di Caivano, tristezza, per un’infanzia non sempre felice, commozione e, insieme, pena per mamma Luisa, distacco verso il padre/zio, i fratellastri, il nonno Luca e, poi, ancora, dal divertito al commosso, al duro, per la nascita del Trio De Filippo, la separazione artistica con Titina e la rottura mai sanata con Eduardo.

E’ bene chiarirlo subito, si tratta di un libro di parte, ma lo è dichiaratamente: l’autore non ha la pretesa di diffondere verità assolute, bensì di raccontare il proprio punto di vista sulla sua vita. Pur riconoscendo sempre la grandezza artistica, sia del padre Eduardo Scarpetta  che del fratello Eduardo De Filippo, non risparmia loro nulla dal punto di vista interpersonale. Quello che ne viene fuori è la storia di una famiglia che, oggi, verrebbe definita disfunzionale. Ma a quanto pare nelle famiglie disfunzionali c’è del genio, o almeno c’è del genio in questa particolare famiglia.

Il libro è scritto in maniera semplice ma accurata e scorrevole. Mi ha fatto piacere leggerlo, e ne suggerisco la lettura a tutti quelli che amano il teatro napoletano.

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