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Svizzera: l’ennesima iniziativa xenofoba

Il prossimo 14 giugno il popolo elvetico si esprimerà su un’iniziativa popolare e su un referendum, contro i quali io ho già votato un secco NO.

L’iniziativa, proposta tanto per cambiare dallo SVP (o UDC che dir si voglia), e chiamata in maniera fuorviante “iniziativa sulla sostenibilità”, chiede che la Svizzera annulli gli accordi con l’Europa (che prevedono che le persone europee possano lavorare e vivere in Svizzera) e non accetti la possibilità che nel Paese risiedano più di 10 milioni di abitanti. Questa è l’ennesima iniziativa xenofoba presentata da questo partito. Dai tempi del referendum Schwarzenbach, del 1970, si tratta almeno della dodicesima iniziativa contro gli stranieri. Iniziativa che proviene da un Paese che era povero e che è diventato grande e prospero proprio grazie agli stranieri, che negli anni ne hanno costruito le infrastrutture (con costi notevoli in perdita di vite umane a causa di infortuni sul lavoro) , hanno contribuito in maniera fondamentale alla ricerca e all’innovazione tecnologica (i centri ricerche e gli istituti universitari svizzeri pullulano di stranieri). Come ha fatto notare qualcuno, se cento e oltre anni fa l’SVP avesse proposto l’iniziativa “No alla Svizzera con un milione di abitanti”, non avremmo mai avuto l’industria dell’orologio.

Proprio nei giorni della campagna elettorale contro questa iniziativa è mancato un signore che ha trascorso la vita a impegnarsi per l’integrazione e l’inclusione degli italiani (e non solo) in Svizzera, contro ogni razzismo e xenofobia: Bruno Cannellotto. Ho avuto l’onore di conoscere Bruno e l’ho incontrato più volte durante i miei 16 anni svizzeri. Mattia Lento lo ha ricordato con un articolo su Area, articolo che vi invito caldamente a leggere.

Il referendum prevede che il popolo elvetico si esprima sulla nuova legge approvata in Parlamento, che prevede restrizioni sul servizio civile. Non tutti sanno che in Svizzera il servizio militare è obbligatorio ma, da qualche anno, c’è la possibilità di “servire la patria” in maniera alternativa, prestando servizio civile; ciò vuol dire lavorare negli ospedali, nelle scuole, nelle case per anziani, nella natura… La Svizzera, un Paese neutrale ma tutt’altro che pacifista, vuole più militari e meno persone impegnate nel servizio civile. Anche in questo caso, da parte mia un secco NO.

4 Comments

  1. Chiamare “sostenibile” un numero chiuso ai residenti stabilito per legge suona alquanto assurdo. Anche ammesso che caccino tutti gli stranieri-lavoratori, cosa faranno in caso di matrimoni misti? E in caso di un boom demografico? Raggiunto il numero, uccideranno i bambini?

  2. L’iniziativa xenofoba è stata respinta con 1808916 NO contro 1492603 SI’. Hanno votato NO Zurigo, Berna, Lucerna, Zug, Schaffausen, Wallis, oltre ai cantoni progressisti di Basilea, Ginevra, Vaud, Neuchatel…Purtroppo è invece passata, a larga maggioranza, la legge sulle restrizioni al servizio civile: Hanno votato contro solo i cantoni progressisti e, di misura, Zurigo

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