Qualche settimana fa ho ricevuto il materiale elettorale per votare le iniziative popolari svizzere del prossimo 27 settembre. Come mai così presto? Come mai gli svizzeri residenti all’estero ricevono il materiale prima di coloro che vivono nel Paese? La spiegazione è semplice: la scheda elettorale votata deve essere rispedita in Svizzera, nel mio caso nel canton Zurigo. Il votante deve affrancare la busta e, se non vuole inviarla tramite raccomandata o DHL, è bene che spedisca il suo voto con largo anticipo. Diverso era il voto italiano quando vivevo all’estero: la scheda elettorale veniva inviata al più vicino Consolato del Paese di residenza (nel mio caso, Zurigo) e non era necessario affrancare la busta. So che alcuni Cantoni, per ovviare a questo problema, propongono il voto elettronico, ma purtroppo non è (ancora?) il caso del canton Zurigo.
Ma passiamo al contenuto delle iniziative. La prima, proposta dal partito SVP, chiede di introdurre delle restrizioni alla neutralità svizzera. La neutralità è già sancita dalla Costituzione federale fin dal 1848, ma questa iniziativa chiede ulteriori restrizioni, e chiede di scrivere in Costituzione che la neutralità della Svizzera è permanente e armata. In base al testo dell’iniziativa, la Svizzera non deve aderire ad alleanze militari o difensive e non deve collaborare con esse, salvo in caso di aggressione militare diretta. Se passasse il testo, la Svizzera non potrebbe più adottare sanzioni contro gli Stati belligeranti, cosa che arrualmente accade, ad esempio contro la Russia di Putin. Pur non essendo nella forma mentis di pensare che ogni proposta dell’SVP vada respinta, dopo aver letto il testo non ho avuto alcun dubbio: il mio NO all’iniziativa è netto e deciso.
La seconda iniziativa riguarda l’alimentazione. I promotori chiedono il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita. L’iniziativa prevede che, in 10 anni, la Svizzera abbia un grado di autosufficienza in materia di alimentazione del 70%. Attualmente il grado di autosufficienza è del 47%. Pur essendo l’iniziativa encomiabile, trovo l’obiettivo ecessivo e perciò, anche in questo caso, il mio voto è stato un NO.
