L’antieroe Rahhal

Inizia

Leggere è un’attività per me quotidiana, che spazia tra tutti i generi, anche se ciò che leggo di più sono i romanzi. Mi piace scoprire nuovi autori, che raccontano storie di Paesi lontani dal mio e che mi sorprendano con situazioni che non conosco. Tutto questo mi è appena capitato leggendo il romanzo di Yassin Adnan, Hot Maroc, pubblicato da Del Vecchio con la traduzione di Antonino d’Esposito.

Hot Maroc

L’editore riassume il romanzo con le seguenti parole: Rahhal La’awina, lo Scoiattolo, è uno studente che fatica a laurearsi e che ancor di più fatica a rendere orgogliosi i suoi cari. Un personaggio codardo, impacciato, ma ambizioso, che vive con grande difficoltà e infinite piccole invidie la sua vita sociale. L’incontro con il web segna il suo riscatto: attraverso i social network regola i conti con i suoi “nemici intimi”, ovvero chiunque abbia avuto più successo di lui. La sua immensa capacità di causare danni tramite la tastiera viene scoperta e apprezzata dai Servizi di sicurezza marocchini ed è così che all’improvviso si ritrova costretto a usare il suo talento per diffondere voci allarmiste e “fake news”. “Hot Maroc” è un romanzo sul volto mutevole del Marocco: su Marrakech, sull’università e il suo movimento studentesco, sugli internet café e gli hacker, sulla politica e il giornalismo. Vera e propria radiografia della nuova società marocchina, nata dai rivolgimenti socioeconomici che il Paese ha vissuto a partire dagli anni Ottanta, questo primo romanzo di Yassin Adnan denuncia con verve tutti coloro che, all’ombra del potere, bloccano il cammino del Marocco verso la democrazia. Che siano imprenditori, demagoghi, accademici pretenziosi o ex attivisti addomesticati, tutti si ritrovano coinvolti nella feroce “commedia animale” immaginata dal diabolico Rahhal e brillantemente ricreata dall’autore.

Perché mi è piaciuto tanto questo romanzo, perché lo consiglio? I motivi sono tanti; innanzi tutto la scrittura, scorrevole ma sempre accurata, densa di citazioni, non solo del Corano, ma anche di diversi poeti arabi. Il protagonista, Rahhal, da solo vale la lettura del libro. Finalmente il protagonista è un antieroe: giovane, poco ambizioso, ma allo stesso tempo invidioso del successo degli altri, che non esita a denigrare, quando è sicuro di non essere scoperto. Rahhael è diventato per me una sorta di specchio: sono stato anch’io Rahhal, in alcuni momenti della mia vita, e di certo non ne vado fiero. Pur non avendo mai insultato nessuno, ho provato quelle pulsioni meschine, descritte così bene da Adnan a proposito di Rahhal. Altro pregio del libro è la descrizione di un Marocco che cambia, in un periodo che va dal regno di Hassan II a quello di Mohamed VI. Il romanzo mette inoltre in risalto i cambiamenti che internet ha prodotto nella società, marocchina ma non solo.

Insomma, innumerevoli sono i motivi per leggere questo libro, cosa aspettate a farlo?   

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