Poche settimane fa ho scoperto un nuovo autore palestinese, Karim Kattan, grazie alla pubblicazione, da parte di La nave di Teseo, del suo romanzo L’eden all’alba, tradotto da Cettina Caliò.
Kattan è nato a Gerusalemme nel 1989, ha conseguito un dottorato in Letteratura comparata e scrive in francese e in inglese. Ancora sconosciuto qui da noi, ha già vinto diversi premi in Francia. Spero che il romanzo che vi presento oggi permetta al pubblico italiano di conoscere questo scrittore che, a mio parere, è molto valido.

L’editore presenta il romanzo con le seguenti parole: Durante una torrida estate segnata dal khamsin, il caldo vento del deserto, a Gerusalemme, nella casa di zia Fátima, Gabriel e Isaac si incontrano per caso e tra loro scatta immediatamente qualcosa. Dopo quel primo fugace incontro si cercano, si ritrovano e il loro amore cresce nella penombra della reception dell’hotel dove Isaac lavora la notte. Di fronte al bancone il giovane intrattiene Gabriel con racconti di jinni e fantasmi, di briganti e nobili signori, storie truculente o romantiche che sembrano essergli ispirate quasi dall’anima stessa della città. Ma la loro passione non può restare confinata per sempre in quel minuscolo e accogliente angolo di mondo. La voglia di stare assieme li spinge a cercare nuovi orizzonti, oltre i checkpoint e i muri invisibili, in un viaggio che attraversa i paesaggi della Palestina, da Gerusalemme a Gerico, fino alle piscine di Salomone, luoghi sospesi tra realtà, sogno e mito. Il loro cammino è fatto di desiderio e di paura, di momenti di intimità fragile e di improvvise fughe, come se ogni attimo fosse minacciato dalla violenza del mondo esterno. Insieme scoprono un Eden effimero, un’alba che appartiene solo a loro, ma che, forse, non può durare.
Una storia d’amore, quindi, in un paesaggio sospeso, incantato, dominato dal vento caldo che si attacca sulla pelle e soffoca, simile a quello che tanti di noi stanno provando in queste settimane. Un narratore speciale, che osserva tutto dall’alto, ci racconta non solo le vicende del loro incontro, ma ripercorre anche i momenti più importanti delle loro vite fino ad allora. E’ un amore che sboccia, e il fatto che si tratti di due uomini è soltanto un dettaglio, che nulla toglie e nulla aggiunge alla bellezza di quanto sta accadendo ai protagonisti. Ma è un amore che nasce in Palestina, un Paese straziato, discriminato, martirizzato, e quindi la felicità non può durare, forse perché i potenti della terra hanno deciso che i palestinesi non hanno diritto alla felicità. E così, all’alba, Gabriel e Isaac troveranno il loro Eden ma poi, subito dopo, lo perderanno.
