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Svizzera, STOP ai FEMMINICIDI

Avendo vissuto in Svizzera per più di 16 anni, ho imparato a riconoscere le differenze principali tra l’italiano medio e lo svizzero medio. Quando succede qualcosa, qualsiasi cosa, l’italiano medio si lamenta e protesta, sempre e comunque. Lo svizzero medio invece non ne parla e, se proprio ne deve parlare, mai criticherà apertamente il proprio paese. Se l’evento è negativo, lo svizzero medio tenderà a credere che ciò non accade, e non può accadere in Svizzera; anche l’italiano medio è convinto che, ciò che accade in Italia, non succede, e mai potrà succedere, in Svizzera.

Se le polemiche dell’italiano medio sono estenuanti, io trovo altrettanto estenuanti i paraocchi dello svizzero medio. Un esempio che mi sta a cuore? Quello dei femminicidi. Quasi nessuno svizzero sa che questi drammatici eventi avvengono anche in Svizzera e che, se il numero assoluto di casi è molto minore rispetto a Italia e Spagna, a causa della differenza nel numero di abitanti, il tasso di accadimento è molto maggiore: ben 5 volte maggiore rispetto all’Italia, più di 25 volte maggiore rispetto alla Spagna.

I mezzi di comunicazione di massa, e la carta stampata in particolare, non aiutano. Se in Italia ogni caso di femminicidio finisce sulle prime pagine di tutti i quotidiani, e i giornalisti ricostruiscono la vita della vittima, e spesso anche quella del carnefice, in Svizzera se ne parla il meno possibile. Ho sempre vissuto nel Canton Zurigo e sono sempre stato integrato nella vita quotidiana della comunità locale, eppure fino a qualche settimana fa non sapevo che, nel 2023, la polizia del cantone di Zurigo è intervenuta in media 20 volte al giorno per sedare casi di violenza domestica e di controversie familiari. Non sapevo che, a gennaio 2024, un caso di femminicidio è avvenuto a Waedenswil, a poca distanza da Horgen dove vivevo.

E’ importante che se ne parli, è importante che ci sia questa consapevolezza su questi drammi. Per questo il collettivo Blue Sky ha costruito un sito internet, STOP FEMINIZID, disponibile in tre lingue nazionali, italiano, tedesco e francese, in cui elenca tutti i casi di femminicidio, ma anche i tentativi, avvenuti in Svizzera dal 2020 ad oggi. Riporta i numeri utili per chiedere aiuto, che vorrei ribadire anch’io: il numero telefonico della polizia è 117, quello dell’emergenza sanitaria 144, il numero del telefono amico è 143, quello per l’aiuto a bambini e giovani 147, mentre il numero di telefono, gratuito, per le vittime di reati è 0800 866 866. Nel sito ci sono link ai consultori; è bene ribadire che, se aiuta a sentirsi più protette, si può prendere appuntamento in un consultorio di un altro cantone.

Se tu che leggi sei vittima di violenza, per favore rivolgiti a un consultorio oppure chiama uno dei numeri indicati. Se, molto più probabilmente, non sei vittima di violenza, può darsi che lo sia una tua amica, una tua familiare, una tua vicina, una tua collega… Diffondi il sito di Stop feminizid, e soprattutto parla di questo dramma. Parlarne è un modo per prevenire.

sofia

N.B. Nella foto, mia nipote Sofia e il suo disegno

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