E il Pappece compie 4 anni, chi lo avrebbe mai detto? Cominciò per scommessa, il 10 settembre di quattro anni fa, dopo un breve tentativo di un blog di gruppo. Qual era lo scopo? Semplicemente condividere letture, momenti di vita vissuta, stati d’animo, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno. Vivevo stabilmente in Svizzera allora, non pensavo che un giorno sarei tornato in Italia, e mi piaceva raccontare un Paese al di là degli stereotipi ovunque diffusi. Cercavo di fare lo stesso quando raccontavo dell’Italia. Nell’ultimo anno, tutto è cambiato, con il mio ritorno in Italia dopo più di 16 anni, lo stesso lavoro ma da una sede italiana, una nuova città, Monza, che mi dà la possibilità di vivere, per la prima volta dopo ventisei anni, accanto ai miei cari.
Tutto è cambiato nell’ultimo anno, eppure il blog è rimasto sostanzialmente lo stesso. La rubrica più numerosa resta Libri nascosti, dove presento i libri che ho letto e che mi sono piaciuti, con una duplice finalità; il primo scopo è dare spazio alle piccole case editrici (raramente presento libri dei grandi marchi), che trovano poca visibilità altrove, e così nel Pappece ci sono Voland, Tamu, Keller, Carbonio, Marotta & Cafiero, Emons, Fernandel, Infinito, Le plurali… giusto per citare alcuni nomi. Il secondo motivo è trattare temi che mi stanno molto a cuore; cerco perciò di rendere visibile la notevole ricchezza e diversità del continente africano, che no, non è un paese. Cerco di raccontare tutte le diversità, che siano di genere, di etnia, di orientamento sessuale o di qualsiasi altro tipo, e cerco di evidenziare l’importanza della loro inclusione nella società di oggi. In Secondo me commento episodi di attualità e cerco di spiegare gli innumerevoli referendum sottoposti a votazione in Svizzera. Quest’anno è nata una nuova rubrica, Diario, che ha ancora pochissimi articoli, nei quali racconto piccoli episodi della mia vita, o episodi di vita quotidiana, come per esempio i femminicidi che avvengono in Svizzera, dei quali nessuno parla. Nella rubrica più letta, Appunti di viaggio, racconto le emozioni provate durante alcuni mei viaggi, passati e recenti. Quando il blog nacque, la rubrica Storie di migrazione aveva lo scopo di raccontare la vita degli italiani emigrati in Svizzera. Ora mi piacerebbe raccontare la vita di chi è venuto ad abitare in Italia, ma devo ammettere che questa rubrica è quella che richiede più energie e più tempo, pertanto al momento è sospesa, ma spero di riprenderla con almeno un paio di articoli prossimamente.

Quando cominciai a scrivere questo blog, i lettori erano prevalentemente parenti e amici. I numeri di adesso dicono che Pappece viene letto da un numero di persone che va ben oltre la mia cerchia di conoscenze. Poco più del 50% degli articoli ha superato i mille lettori, con una punta di diamante: l’articolo sul viaggio in Ghana, rilanciato da Yahoo Africa, ha ottenuto, finora, più di ventottomilacinquecento lettori.
Ho ricevuto offerte per sponsorizzare il blog, che ho gentilmente rifiutato, perché voglio essere libero di scrivere cosa, come, quando e quanto voglio. Così come rifiuto di ricevere libri gratuitamente, con la richiesta implicita di scriverne bene. Io scrivo solo dei libri che mi piacciono veramente. Non stronco nessuno, perché non ne ho le competenze, ma se un libro non mi piace, non ne parlo.
Qual è, per me che scrivo, il valore aggiunto di questo blog? Pappece mi ha permesso di mantenere, rafforzare o riallacciare contatti con amici e conoscenti lontani; mi ha permesso di conoscere meglio persone che già stimavo, prime fra tutti gli scrittori Piera Ventre e Piergiorgio Paterlini, mi ha fatto entrare in contatto con l’Istituto italiano di cultura di Zurigo e con l’allora direttore Francesco Ziosi, mi ha permesso degli scambi con lettori sconosciuti, come la signora Anna, svizzera sposata ad un italiano di terza generazione, e perciò in possesso della cittadinanza italiana, che ha dei dubbi su come votare ai referendum italiani, o come la signora Jenna, che mi chiede di dedicare, nel blog, un po’ di attenzione alle schiavitù moderne. Quale sia per voi il valor aggiunto di questo blog non oso chiederlo, ma, se vi va, sentitevi liberi di scrivere un commento.
Per il momento, tanti auguri a noi, e lunga vita al Pappece!

Uno spazio di riflessione, di crescita, di allargamento degli orizzonti, spazio di conoscenza e condivisione. Safe and brave space allo stesso tempo.
E sulla modalità: l’empatia, l’attivismo gentile e la compassione. Grazie Maurizio e auguri Pappeceblog.
Auguri e grazie per tutte le confidenze, le condivisioni e gli stimoli!
Avere un “consigliere” come te è un privilegio e poi, seppur poche volte, quando scrivi di tennis è una goduria. Lunga vita Pappeceblog
I miei preferiti sono i racconti di viaggio e le recensioni dei libri.
Tanti auguri Pappece!
Auguri a Pappece e complimenti a Maurizio che trasmette la sua voglia di raccontarsi e condividere con uno stile inconfondibile, lineare, conciso eppure sempre denso di emozioni e spunti. In 4 anni hai fatto crescere tanto questo blog, soprattutto senza mai tradire lo spirito per il quale è nato. Auguri di cuore e continua così