Il prossimo 28 settembre il popolo elvetico si esprimerà su due nuovi referendum. Da svizzero residente all’estero, ho ricevuto il materiale elettorale con largo anticipo, a metà agosto, e ho avuto così tempo di studiare e decidere come votare. Riassumo qui di cosa si tratta e vi spiego la mia posizione.
Il primo referendum riguarda il decreto federale concernente l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie. Il contesto è il seguente: chi possiede un’abitazione a uso proprio deve dichiarare come reddito il cosiddetto valore locativo. In cambio può dedurre dal reddito gli interessi maturati sui debiti e le spese di manutenzione. Il Parlamento ha adottato una modifica di legge che sopprime l’imposizione del valore locativo e limita la possibilità di deduzione. Resosi conto che tutto ciò avrebbe comportato minori ricavi per i Cantoni, contemporaneamente ha deciso di modificare la Costituzione per permettere ai Cantoni di introdurre un’imposta immobiliare speciale sulle abitazioni secondarie. Siccome ogni riforma della Costituzione richiede una conferma da parte del popolo, siamo chiamati a votare su questa modifica.
Io trovo assurdo tutto il contesto, a partire dalla modifica di legge che sopprime di dichiarare, tra i redditi, il valore locativo. In Svizzera la maggior parte degli immobili è proprietà di banche e compagnie assicurative. Una piccola percentuale degli immobili appartiene a famiglie private. Questa modifica di legge non fa altro che favorire i ricchi. La modifica della Costituzione compensa parzialmente il mancato guadagno derivante dalla dichiarazione dei redditi, e indurrà inevitabilmente i Cantoni ad aumentare le tasse, che saranno pagate dalla collettività tutta e non solo dai proprietari di casa. Il mio NO al referendum è perciò netto.
Il secondo referendum riguarda l’identità elettronica. In alcuni casi, quando si compiono operazioni su internet, è necessario identificarsi. Grazie al nuovo mezzo di identificazione elettronico, il cosiddetto Id-e, la carta d’identità digitale, sarà possibile farlo interamente in forma digitalizzata. Il popolo aveva respinto l’introduzione dell’Id-e nel 2021, in particolare perché la carta d’identità digitale sarebbe stata emessa da imprese private. La nuova legge prevede che la carta d’identità digitale sarà emessa dalla Confederazione, la quale gestirà anche l’infrastruttura tecnica necessaria. Siccome questa legge consentirà alle persone di identificarsi elettronicamente in maniera semplice e sicura, rendendo la vita quotidiana delle persone più agevole e favorendo perciò l’inclusione. Il mio voto a questo referendum è un chiaro Sì.
E voi, come voterete? O come votereste, se ne aveste la possibilità?

Grazie come sempre per il tuo contributo.
Quindi, in pratica, tolgono tasse a banche e azienze private sugli immobili?
Per L’ID e’ un po’ come lo spid, no?
Buona giornata
esattamente come lo spid
Ha vinto il si :(
purtroppo non sono sorpreso
Come temevo, il primo referendum è passato, con il 57.73% di voti favorevoli. La Svizzera romanda e Basilea città hanno votato No, confermandosi i luoghi più progressisti del Paese. Per fortunaè passato anche il referendum sull’identità elettronica, seppur con un risicato 50.3%. I votanti sono stati il 49.5% degli aventi diritto.