I canyon del Kazakistan

Inizia
Kaindi6

Settembre, andiamo, è tempo di viaggiare, dopo un’intera stagione estiva trascorsa a lavorare. La mia meta è il Kazakistan, scelto per la voglia di scoprire posti nuovi e percorrere sentieri non ancora troppo battuti.

Dune

L’arrivo è ad Almaty, nel sud – est del Paese, dopo un volo notturno. Ci accoglie Natalia, la nostra guida, c ci omaggia di un paio di mele, simbolo della città. Sebbene siano le 5 di mattina, ne mangio subito una, gustosissima. Dopo un paio di ore di riposo, la nostra avventura comincia con una visita, appena fuori la città, di un campo nomadi; ci vengono mostrate le yurte, tipiche abitazioni dei nomadi della steppa, oltre all’addestramento di falchi e aquile. Si ritorna in città, per cominciare la visita della stessa. Città moderna, pulitissima (come tutto il Kazakistan, scoprirò presto), piena di verde. E’ rilassante passeggiare lungo gli ampi viali alberati. In uno dei parchi, ammiriamo la cattedrale ortodossa. La mattina dopo comincia con un momento per me importante: la colazione con Sanzhar. Sanzhar è un ex collega, che avevo assunto nel mio team anni fa per lavorare in uno stabilimento in Russia. Poi purtroppo la guerra, e la vendita dello stabilimento, mi costrinsero a terminare la nostra relazione lavorativa. Sanzhar nel frattempo ha trovato un ottimo impiego e si è stabilito ad Almaty. E’ stato bello ritrovarsi, aggiornarsi, assicurarsi che tutto andasse bene. Prima di lasciare Almaty ci rechiamo in visita a un mercato locale. L’attività si svolge al coperto. E’ tutto pulitissimo, ordinato, i banchi della carne si alternano a quelli del pesce, quelli della frutta si alternano a quelli della verdura. Trovo l’olivello spinoso, che mi ricoda i miei viaggi di lavoro in Russia e le tisane bevute dopo cena, e non posso fare a meno di comprarlo, per rendere meno duro l’inverno prossimo venturo.

Neve

Partiti da Almaty, ci rechiamo nel parco di Altyn Emel, e ci ritroviamo in un paesaggio unico. Siamo circondati da montagne di gesso, dune di sabbia, formazioni di arenaria, ma sorattutto siamo nella steppa. Alcune parti del parco, che costituiscono i cosiddetti “Deserti freddi del Turan”, fanno parte, dal 2023, del patrimonio dell’UNESCO. In lontananza vediamo asini e gazzelle. La mattina dopo, dopo una gita fuori programma alle cosiddette “montagne colorate”, ci rechiamo verso il punto clou del viaggio: il Canyon di Charyn. Formatosi grazie all’erosione del fiume Charyn, questo canyon non ha nulla da invidiare ai più famosi canyon americani. Trascorriamo la giornata passeggiando in mezzo a queste rocce maestose; un tiepido sole ci riscalda. Il giorno dopo, unica giornata di maltempo di tutto il viaggio, ci dedichiamo ai laghi di Kolsay. Siamo in montagna, ci circondano le montagne del Tien Shan, fa freddo. Ci troviamo a circa 1800 metri di altitudine e cominciamo la giornata visitando il lago inferiore, le cui acque rispecchiano le foreste di abeti di cui il lago è circondato. Il secondo lago è invece quello di Kaindi, nato da una frana causata da un terremoto nel 1911, ha creato una diga naturale e sommerso una forseta, tanto che si vedono i tronchi di abeti che spuntano dall’acqua. Lasciata la zona dei laghi, abbiamo modo di ammirare, da lontano, il canyon nero, chiamato così a causa del colore delle sue rocce. Si ritorna ad Almaty e, dopo una sontuosa cena tipica, Natalia ci accompagna in stazione, a prendere il treno notturno che ci condurrà a Taraz.

Canyon
canyon11
Canyonnero

Il treno è molto confortevole, ho una cuccetta tutta per me, dotata di bagno e doccia. Il controllore, alla partenza, controlla i nostri passaporti prima di convalidare i biglietti. Il treno procede lentamente (percorrerà 500 km in poco più di 8 ore, permettendomi di dormire) lungo la steppa; di tanto in tanto, risvegliandomi dal mio sonno leggero, mi trovo ad ammirare la steppa di notte. Mi sveglio definitivamente alle 5.30, alle 6 esco dalla cabina per cercare un caffè nel vagone ristorante. Lungo la strada mi imbatto in una cabina aperta, dove il controllore dorme beatamente. Il vagone ristorante è ancora chiuso, l’addetto mi fa capire che l’apertura è alle 9, ma noi dovremmo arrivare a Taraz alle 7.30… Impietosito, mi offre un tè.

Steppa
Colonne

Alla stazione ci aspetta una nuova guida, che ci accompagnerà fino alla fine del viaggio. Si chiama Aman, un giovane uomo che parla benissimo l’italiano, laureato in lingue, appassionato del suo Paese. Aman ci accompagna in albergo per la colazione e per un’ora di riposo. Io preferisco non riposare e comincio a girare per la cittadina, ammirando le madrasse, così simili a quelle dell’Uzbekistan. Non ci sono altri turisti in giro. Diverse persone mi salutano, e mi chiedono da dove venga. Alle 10, all’appuntamento con Aman, c’è anche un’altra guida locale, esperta della regione. Si tratta di Yerzhan, giovane professore alla facoltà di farmacia, laureato anche in storia e appassionato della sua terra. Saranno proprio la passione di Yerzhan e di Aman, che ci accompagnerà fino alla fine del viaggio, a farmi innamorare definitivamente di questo Paese. Le nostre guide ci portano a visitare il museo archeologico, il Mausoleo Karakhan, risalente al XI secolo e dedicato al fondatore della prima tribù turca che si convertì all’Islam. Visitiamo anche il palazzo di Akyrtas, patrimonio dell’UNESCO, e, a Shymkent, il mausoleo di Aisha Bibi, che secondo la leggenda, fu costruito dal suo fidanzato per commemorare l’amata. In serata arriviamo a Turkistan, dove resteremo per un giorno e mezzo. Alloggiamo in un albergo all’interno di un complesso costruito come un caravanserraglio. L’area è piena di negozi e c’è un lago artificiale con dei canali, che danno l’impressione di essere a Venezia.

Amici3
Luci3

La mattinata comincia con la visita di Turkistan, che si rivela una città piena di storia e fascino. Le appassionate spiegazioni di Yerzhan ci aiutano a entrare all’interno di quella storia che non ci è molto familiare, perché studiata a scuola solo di sfuggita. Iniziamo con la visita del complesso Yassavi, costruito nel XIV secolo per ordine di Tamerlano. Ci spostiamo a piedi da un monumento all’altro, in una cittadina ancora una volta pulitissima e ricca di verde. Visitiamo anche il mausoleo dedicato al poeta e mistico sufi Khoja Ahmed Yasawi, famoso in Asia, a me purtroppo sconosciuto. Nonostante la mia ignoranza, anch’io riesco ad apprezzare la grande cupola decorata con piastrelle smaltate, oltre alle altre decorazioni in maiolica; questa bellezza ha fatto sì che l’Unesco includesse il monumento all’interno del suo patrimonio.

Moschea
Elemento
Particolare
Turkistan
Turkistan3

La città è antica, ma non rinuncia alla modernità, tanto da farci provare un’attrazione particolare. Veniamo invitati a teatro per un viaggio aereo, naturalmente virtuale, a cavallo di un’aquila che sorvola il Kazakistan. Gli effetti speciali sono notevoli, ho veramente la sensazione di alzarmi in volo. Ho l’occasione di rivedere i posti già visitati, di avere un’anticipazione di Astana, ma anche di scoprire regioni che non visiterò.   Nel pomeriggio ci rechiamo nell’antica città di Sauran, distante una cinquantina di chilometri da Turkistan. Sauran fu, nei tempi antichi, un importante centro commerciale e culturale lungo la via della seta. Le sue rovine testimoniano una passata grandezza del luogo. Rientrati a Turkistan, dopo cena assistiamo alla rappresentazione della versione kazaka di Romeo e Giulietta, che avviene sulle gondole che attraversano il lago. Gli attori parlano con il corpo e la musica, i vestiti colorati e le luci sul lago rendono lo spettacolo veramente emozionante.

Sauran
Sauran5
Yerz

In tarda serata salutiamo Yerzhan e, dopo un po’ di riposo, ci rechiamo all’aeroporto per andare ad Astana: il volo è fissato alle 4.10! In attesa del volo, ho il tempo di gustarmi un buon espresso, preparato con una macchina da caffè italiana, la Simonelli. Arriviamo ad Astana all’alba, la città mi appare subito ultramoderna. Astana è il regno di Aman, la giovane guida che parla italiano perfettamente e che, con la sua passione, ci fa sentire a casa per un giorno. Andando verso l’hotel attraversiamo ampi viali, incrociamo maestosi grattacieli.  Il nostro albergo è situato nella parte vecchia di Astana, gli altri viaggiatori vanno in camera a riposarsi, io invece chiedo alla reception una cartina della città e mi reco a Central Park, un parco situato su un’isola lungo il fiume. Ancora una volta mi trovo davanti una città pulita, ordinata, ricca di verde. Sul lungofiume, mi colpiscono i lampioni che hanno la forma di strumenti musicali. L’appuntamento con Aman è a mezzogiorno e cominciamo con un giro a piedi della città vecchia; Aman ci illustra i diversi edifici importanti, che hanno fatto la storia della città. Mi colpisce particolarmente un negozio di alimentari, che sembra la versione kazaka di Harrods. Acquisto il pan di zenzero ripieno di marmellata di ciliege da portare a casa. Sarà molto apprezzato da mio padre (oltre che da me, naturalmente). Il pomeriggio è dedicato alla visita della città nuova, a partire dal museo nazionale. Non può mancare la moschea, la piu’ grande dell’Asia centrale, affollata di pellegrini. Visitiamo poi edifici moderni, come il monumento Baiterek, che vuol dire alto pioppo, una torre dalla cui sommità si può ammirare la città, o il centro commerciale Khan Shatyr, la cui struttura è una grossa tenda trasparente, alta circa 150 metri.  Concludiamo la giornata con un’ultima cena, a base di succulento cibo tipico.

Astana
fiume
AlberoVitaastana
Case
Bo
Musica2
MoscheaCentralAsia

La mattina dopo, alle 5, arriva l’ora di partire. Salutiamo Aman, impeccabile e professionale come sempre, all’aeroporto. Il Kazakistan è un paese che mi è rimasto nel cuore e sono sicuro che, data la sua bellezza e l’accoglienza della popolazione, diventerà presto una meta molto frequentata dalle masse di turisti europei.

Negozioantico2

PagodaAstana

AltramoscheaAstana

Musica

 

3 Comments

  1. Strano non leggere un racconto sull’Africa, ma sei riuscito comunque ad appassionarmi con la narrazione del tuo viaggio. Mi piacciono i tuoi dettagli nella descrizione del cibo assaghiato, delle persone incontrate, dei luoghi visitati e delle tue emozioni provate. Attendo di scoprire la prossima metà.

  2. Grazie mille per le tue bellissime descrizioni e parole gradite! Mi fa tanto piacere leggere, anche se ero lì con te, mi pare di essere stato un viaggiatore🙌

Lascia un commento

Your email address will not be published.