Bambini sotto chiave

Inizia

Ho imparato per esperienza, sia personale che indiretta, che i migranti non raccontano tutto quello che accade loro nel nuovo Paese, specialmente se si tratta di cose tristi e dolorose. I motivi del silenzio sono vari: provare a dimenticare, non far soffrire i propri cari lontani,per orgoglio…

E così tante cose restano nascoste, anche ai migranti che arrivano nello stesso Paese.

Fu solo un paio d’anni dopo il mio arrivo in Svizzera che scoprii, per caso, dello scandalo forse più grande del Paese elvetico: la tragedia dei bambini nascosti. Stavo gironzolando tra gli scaffali della Libreria italiana di Zurigo quando fui attratto da un titolo, Bambini proibiti di Marina Frigerio (libro non più in commercio, che peccato). Chiesi spiegazioni alla signora Lisetta, che mi raccontò degli orrori che diversi figli di emigranti erano stati costretti a subire. Non potevo crederci, tutto questo accadeva in Svizzera! Ovviamente acquistai il libro di Marina, che tempo dopo avrei conosciuto di persona. Avrei poi incontrato diverse persone, costrette da bambine a restare nascoste, e di una vi ho raccontato la storia nel blog.

Perché questa lunga introduzione sui bambini nascosti? Perché è il tema centrale di un romanzo pubblicato recentemente da Marotta e Cafiero, L’armadio dei bambini, che segna l’esordio letterario della sua autrice, Nunzia Pasqua. Il sottotitolo è eloquente: Figli sotto chiave.

Armadio

Nunzia ci racconte la storia di Adele, che lascia Portici, paese vicino Napoli, portando con sé sua figlia, la piccola Giovanna. Siamo negli anni ’60 del XX secolo. Adele scappa da un marito sempre più violento, che prima o poi la ucciderà, o che primao poi metterà le mani addosso anche alla piccola Giovanna. Adele scappa per garantire un futuro sereno alla sua bambina, ma la Svizzera non si rivelerà meno dura…

Questo libro in realtà è tante storie in una, perché affronta anche altri temi, quali la violenza domestica, la difficoltà di integrazione in un paese straniero, l’amore omosessuale… Tutti temi che avrebbero meritato a loro volta un approfondimento, ma sarebbero servite almeno mille pagine per questo romanzo.

L’armadio dei bambini permette anche ai lettori italiani di conoscere drammi vissuti dai nostri connazionali non molto tempo fa e rappresenta sicuramente uno strumento per aiutare, se non a empatizzare, a comprendere meglio i migranti attuali e i loro dolori nascosti, oltre a mostrarci quanti inumani possano essere i governi e le loro leggi, indipendentemente dal colore politico. Questo romanzo, raccontandoci il passato, ci fa riflettere sugli errori da non commettere in futuro.

7 Comments

  1. Grazie, come sempre, per continuare a segnalarci queste preziose pubblicazioni, mai in primo piano nelle grandi librerie. Il libro di Marina Frigerio fu una vera rivelazione per me. Conoscevi storie di donne che migravano e ottenevano il lavoro solo se non avevano figli. Quindi, li lasciavano a casa, li affidavano ai nuovi vicini, li mettevano in collegio. Ma nel libro della Frigerio i bambini nascosti erano nella mitizzata Svizzera, a pochi km dall’Italia.
    Riflettere su quella storia e su questa narrata ne L’armadio dei bambini ci portera’ naturalmente ad altre memorie, troppo presto cancellate, pare, da molti.

  2. Grazie per la segnalazione!
    Le situazioni dei bambini nascosti, delle famiglie separate, dei bambini cresciuti lontano dal padre e a volte anche dalla madre se entrambi erano stagionali, sono state al centro delle battaglie per i diritti umani fatte negli anni ’70-’90 in Svizzera. Hanno scandalizzato tante persone e associazioni straniere e svizzere che si sono mobilitate contro leggi disumane e ingiuste, contro la xenofobia, e si sono impegnate per cambiare le cose e costruire una società più aperta.
    È veramente importante che queste storie siano meglio conosciute. Ci sono ancora troppe persone che tengono tutto dentro, e grazie a un libro, un film, una discussione, emergono i ricordi, e riescono a dire ciò che restava celato, quello che non potevano esprimere perché troppo doloroso.

    Da leggere il fumetto di Cecilia Bozzoli e Pierdomenico Bortune, CELESTE, BAMBINA NASCOSTA, Zürich, Seismo Verlag, 2024, https://seismoverlag.ch/de/daten/celeste/
    Ci sono anche tanti libri, documentari, articoli e siti sul tema.

  3. Gentilissimo Maurizio, grazie mille per l’attenzione e la bella recensione. Ho appreso di questa triste pagina del passato perché mio figlio vive e lavora a Zurigo e lui per primo mi ha raccontato dei bambini invisibili.
    Complimenti per l’opera di divulgazione del pappece blog che seguo con molto interesse.👏👏👏

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