Sì, lo voglio

Chi mi conosce sa che io sono da sempre contro un solo matrimonio, il mio, e perciò voterò convintamente SI’ a questa proposta di legge. Battute a parte, io penso da sempre che i diritti, siano essi civili, sociali, o semplicemente umani, siano tali solo se garantiti a tutti, altrimenti si chiamano privilegi.

Il 18 dicembre 2020, il Parlamento svizzero ha deciso a larga maggioranza che il matrimonio debba essere aperto alle coppie dello stesso sesso. Contro questa legge è stato lanciato un referendum facoltativo, promosso dalle associazioni più integraliste e da parte del SVP, partito di estrema destra. Il popolo elvetico andrà a votare il 26 settembre per confermare questa proposta di legge.

Chi mi conosce sa che io sono da sempre contro un solo matrimonio, il mio, e perciò voterò convintamente SI’ a questa proposta di legge. Battute a parte, io penso da sempre che i diritti, siano essi civili, sociali, o semplicemente umani, siano tali solo se garantiti a tutti, altrimenti si chiamano privilegi. Per questo motivo, oltre a votare SI’ in questa campagna referendaria, mi sto impegnando, nel mio piccolo, per promuoverla, sovvenzionando il comitato promotore, partecipando a eventi, esponendo la bandiera arcobaleno alla finestra. Ritengo sia importante metterci la faccia, se si crede in qualcosa. In concreto, con questa legge le coppie omosessuali potranno adottare un figlio congiuntamente, le coppie lesbiche unite in matrimonio avranno accesso alle banche del seme, il marito/moglie di un cittadino svizzero avrà accesso al percorso di naturalizzazione agevolato invece di quello ordinario. La conquista generale di questa legge è avvicinare la Svizzera ai Paesi occidentali dove questo tipo di legge già esiste (si pensi, tra gli altri, a Spagna, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, …) e dove è dimostrato che, a seguito dell’entrata in vigore di queste leggi, il tasso di suicidi nella comunità LGBT è nettamente diminuito. Quando le persone sanno di poter vivere liberamente così come sono, qualsiasi cosa esse siano, la vita, se non sorridente, si fa sicuramente meno dura.

Nelle stesse ora in cui in Svizzera si vota per il matrimonio egualitario, in Italia si discute, in Senato, sul disegno di legge Zan, già approvato alla Camera, dopo innumerevoli compromessi, il 4 novembre 2020. Il titolo del DDL recita “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. Come si vede, siamo ben lontani dal solo pensare di riconoscere il matrimonio egualitario. Eppure ci sono forze politiche che combattono strenuamente contro questa proposta di legge, addirittura affermando il pericolo di introdurre il reato di opinione. Evidentemente per alcuni parlamentari, chiaramente post-fascisti, esprimere la propria opinione significa discriminare, se non addirittura usare violenza, contro persone che sono diverse da loro. Vi invito a leggere attentamente il testo in discussione; scoprirete che si tratta essenzialmente di ampliare leggi già esistenti, e di modificare il codice penale, aggiungendo le seguenti parole: “oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”. Incredibile, vero? Tutti il polverone mediatico su questa legge, per introdurre concetti di civiltà minima. Addolora notare che a questo baccano si siano unite alcune femministe, evidentemente disturbate dall’introduzione del concetto di identità di genere. In generale, non posso far a meno di ricordare come l’Italia sia stato il terzo Paese a introdurre l’operazione per il cambiamento di sesso. Era il 1982, al governo c’era la Democrazia Cristiana. In meno di quarant’anni siamo passati da quella legge a una discussione infinita su una legge che dovrebbe essere semplicemente elementare.

Per chi volesse approfondire:

Matrimonio egualitario in Svizzera:
https://www.matrimoniopertutti.ch/matrimonio-per-tutt/argomenti/

DDL Zan:
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/356433.pdf

3 Comments

  1. Quando il DDL Zan è sparito dalle cronache italiane, spazzato via dalle vittorie sportive e dalle plurime constatazioni che d’estate fa caldo, la campagna per il SI in Svizzera ci dà una speranza di ripresa del dibattito in Italia.

  2. Il DDL Zan è passato ormai sotto silenzio, tra eventi sportivi e la onnipresente riapertura delle scuole in sicurezza. È un gran bene che nella vicina Svizzera si affermi o diritti che in Italia, causa interferenze ecclesiastiche e rigurgiti neofascisti, si fatica ad ottenere.

  3. Trovo molto centrata l’analisi di Maurizio Nappa. La Svizzera, ultimo Paese dell’Europa occidentale a riconoscere il diritto di voto alle donne, oggi sopravanza nettamente l’Italia in tema di diritti civili. La vittoria del Si al matrimonio egualitario potrebbe essere utile per dare coraggio a chi in Italia si batte per un avanzamento dei diritti LGBT+ , a cominciare dall’adozione di una legge che contrasti l’omofobia. Peraltro sul tema omofobia gli svizzeri si sono già pronunciati non molto tempo fa, con un Referendum, ed in netta maggioranza hanno votato la legge. Faccio notare che nel Ticino la percentuale dei SI fu del 70%, superiore alla media nazionalehe che fu intorno al 63% . Mi auguro che il Ticino ci regali anche questa volta delle belle soddisfazioni. Sarebbe una bella sferzata per la vicina Lombardia, governata dagli amici dell’estrema destra svizzera, e per l’ Italia tutta.

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