8-9 giugno: quale futuro per l’Europa? Dipende tutto da noi

L’8 e il 9 giugno gli italiani si recheranno a votare per il rinnovo del parlamento europeo, con un grande rischio: che il vincitore sia l’astensionismo; infatti, già da tempo sono sempre di meno gli elettori che si recano a votare.

Capisco la sfiducia nella classe politica, ma non possiamo permetterci che gli altri decidano per noi, e non possiamo nemmeno correre il rischio che ci tolgano questo diritto, dal momento che non lo esercitiamo. L’Unione europea è ancora una casa in costruzione, e noi abbiamo la possibilità di riempirla dei contenuti che ci sembrano più giusti.

Mi è chiaro cosa voglio trovare nella casa in costruzione: l’antifascismo e antinazismo come valore cardine, specialmente in questo periodo in cui i nazifascisti spuntano come funghi; la tutela del lavoro, in tutti i sensi, dalla certezza di avere un lavoro alla sicurezza di tornare a casa sani; uno stato sociale europeo, con standard sanitari adeguati in tutti i paesi membri, una fiscalità comune e il contrasto ai paradisi fiscali europei; una politica estera e di difesa comune, che promuovano la pace; una transizione ecologica rapida ed equa con misure concrete per il contrasto della crisi climatica; un sistema comune europeo di accoglienza e integrazione dei migranti; la difesa dei diritti delle donne, delle persone disabili, delle persone LGBTIQ+.

Sento dire, sempre più spesso, che i politici sono tutti uguali, ma non è vero. Basta ricordarsi delle azioni che i diversi politici hanno intrapreso negli anni, quando sono stati al potere. Il sistema elettorale è proporzionale, quindi tutti i partiti corrono da soli, e abbiamo la possibilità di esprimere tre preferenze. Vorrei pregare tutti i lettori di questo articolo di andare a votare, dopo essersi informati sui programmi dei partiti e aver letto i profili dei candidati, in modo da trovare le persone più affini. Probabilmente non ci sarà un partito che ci rappresenti al 100% (io non l’ho ancora trovato) ma ci sono sicuramente sensibilità che sono più vicine di altre ai nostri valori. Io voterò nella circoscrizione Nord-Ovest, a Treviglio. Il mio voto andrà all’Alleanza Verdi – Sinistra, in particolare ai candidati Benedetta Scuderi, che ho conosciuto qualche anno fa, Mimmo Lucano, che non ha bisogno di presentazioni, e Ilaria Salis, detenuta in Ungheria da lunghissimo tempo (ora finalmente, grazie alla candidatura, ha ottenuto gli arresti domiciliari) e ancora in attesa di giudizio, accusata di aver aggredito, lei che è uno scricciolo, due neonazisti, ai quali i medici che li hanno visitati hanno dato una prognosi di pochi giorni. Se votassi nella circoscrizione sud non esiterei a votare la mia amica Valeria Spinelli, architetto, flegrea, che conosco dai tempi della scuola, ben nota non solo per l’impegno che ci mette in tutto quello che fa, ma anche per il rigore con cui lo fa. Valeria rappresenta il partito del sud all’interno dell’Alleanza Verdi – Sinistra ed è pronta a portare a Strasburgo le istanze del meridione.

Il 9 giugno si voteranno, in Svizzera, 3 importanti iniziative popolari (tutte riguardanti la sanità) e un referendum. La prima iniziativa riguarda la proposta di mettere un tetto nell’assicurazione sanitaria, sui premi degli assicurati, pari al 10% del reddito disponibile. Questa richiesta è la conseguenza dell’aumento vertiginoso dei costi delle assicurazioni sanitarie, che aumentano di anno in anno. Voterò SI’ senza dubbio alcuno a questa iniziativa.

La seconda iniziativa va nella direzione opposta alla prima; propone infatti di introdurre un freno ai costi. In futuro, l’aumento massimo dei costi a carico dell’assicurazione obbligatoria dovrebbe dipendere dall’evoluzione dei salari e dalla crescita dell’economia nazionale. Il resto dei costi sarebbe a carico degli assicurati. Un’iniziativa del genere non farebbe che aumentare le disuguaglianze, che già adesso sono eccessive. Contro questa iniziativa si sono espresse diverse organizzazioni, quali l’associazione svizzera delle reti di medici (mediswissnet), l’associazione di fisioterapia (Physioswiss), l’Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI), gli ospedali svizzeri (H+). Si possono trovare maggiori informazioni nel sito internet freno ai costi no. Il mio NO all’iniziativa è deciso e netto.

Così come è netto il mio NO alla terza iniziativa, “Per la libertà e l’integrità fisica”. Questa iniziativa è opera dei no vax che si oppongono alle vaccinazioni obbligatorie, ma hanno formulato il quesito in maniera tale da far sembrare che in Svizzera si impongano cure contro la volontà degli ammalati, dimenticando che il concetto di integrità fisica è già garantito dalla Costituzione elvetica, quale diritto fondamentale.

La quarta votazione riguarda invece un referendum per ratificare la legge federale del 29 settembre 2023, su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Su questa legge alcuni partiti hanno indetto il referendum. Io voterò SI’ per ratificarla.

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