Da molto tempo volevo leggere i libri di Michel Bussi, lo scrittore francese acclamato in tutto il mondo; per un motivo o per l’altro, però, non mi era mai capitato di soddisfare questo desiderio. Ha colmato questa lacuna la mia cara zia Edvige, regalandomi l’ultimo suo romanzo, Le ombre del mondo, recentemente pubblicato da e/o con la traduzione di Alberto Bracci Testasecca.

L’editore presenta il libro con le seguenti parole:
Ottobre 1990
Il capitano francese Jorik Arteta, in missione in Ruanda, conosce Espérance, giovane e brillante insegnante impegnata nella transizione democratica del suo paese, e se ne innamora.
6 aprile 1994
Un lampo squarcia il cielo di Kigali. L’aereo che trasporta il presidente ruandese esplode in volo, dando il via al caos nel paese. Chi ha lanciato i missili non sarà mai identificato, ma qualcuno conosce la verità.
Natale 2024
Jorik, sua figlia Aline e sua nipote Maé partono per un meraviglioso viaggio alla scoperta dei gorilla nelle montagne del Ruanda. Per Maé è il sogno che ha fin da bambina, per Aline un ritorno alle origini, per Jorik un tuffo vertiginoso nei meandri di un passato oscuro.
Michel Bussi, maestro della suspense, ci regala un romanzo totale: fa entrare la Storia nel romanzo e il romanzo nella Storia coniugando la costruzione romanzesca con i fatti storici. Un’opera che entra nel cuore dell’orrore e illumina le ombre del mondo.
Non scopro certo io le doti di narratore di Bussi, e nemmeno le sue atmosfere thriller che mi hanno avvinto, ma sono rimasto molto favorevolmente colpito dall’accurata ricostruzione storica degli eventi del Ruanda, che determinarono il genocidio. Come sapete, il Ruanda rappresenta per me uno scandalo del genere umano, tanto che, qualche anno fa, ho sentito il bisogno di intraprendere un viaggio nei luoghi del genocidio, non tanto per non dimenticare, quanto per testimoniare. Durante il viaggio si resero evidenti ai miei occhi le responsabilità dei francesi, l’ignavia dei caschi blu dell’ONU, le responsabilità storiche dei belgi. Ebbene, Bussi nel suo romanzo mette in evidenza tutto questo, non risparminando niente, men che meno al suo popolo. E’ un romanzo che, dietro la facciata thriller, può essere letto per riflettere su un pezzo della storia recente, sconosciuto ai più.

Grazie Maurizio!!!