Il dramma degli stagionali e dei bambini nascosti: nasce TESORO

Sono arrivato in Svizzera nel settembre 2008, da privilegiato; infatti, l’azienda presso cui lavoravo in Italia mi offrì un nuovo ruolo in Svizzera, e si occupò di tutte le faccende burocratiche, quali ottenere il permesso di soggiorno (di tipo B, dalla durata di cinque anni), trovare casa, il trasloco, perfino la dichiarazione dei redditi per i primi due anni.

Ho sempre saputo che per la maggior parte dei migranti la vita non è stata così semplice: tutto era regolato dalla legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, promulgata nel 1931, andata in vigore nel 1934 e rimasta in essere fino all’inizio di questo secolo. Venne stabilito un insieme di regole che condizionava la vita degli stranieri; vi erano, all’interno di queste regole, a seconda del Paese di origine dei migranti, delle leggi speciali, che erano state oggetto di accordo con i rispettivi governi. Si creò così, a seconda delle condizioni, una sorta di gerarchia tra gli stranieri. Le politiche familiari furono fortemente colpite da questa legge federale. Lo statuto stagionale (permesso A) proibiva ai lavoratori in condizioni di povertà di vivere in Svizzera con la famiglia. A chi era in possesso del permesso di dimora annuale (di tipo B) il ricongiungimento familiare era garantito solo a determinate condizioni. Si otteneva una certa sicurezza solo all’ottenimento del permesso di domicilio (di tipo C), che poteva arrivare anche dopo oltre dieci anni. L’esecuzione della legge venne affidata alla Polizia degli stranieri, che in taluni casi non mancò di mostrarsi razzista.

Posso solo immaginare in che misura, e a quante persone, questa legge abbia rovinato la vita (soprattutto ai migranti provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Jugoslavia, allora i più numerosi). Molte famiglie furono divise per anni, e ciò provocò traumi sia nei genitori che nei bambini. Vi furono bambini lasciati in Italia, dai nonni e dagli zii, che avevano contatti con i genitori solo per poche settimane l’anno; altri bambini furono portati in collegio nei paesini di frontiera (quali Domodossola, o nella provincia di Como) e, con un po’ di fortuna, ricevevano la visita dei genitori la domenica. Altri bambini invece diventarono, loro malgrado, illegali, clandestini: furono costretti a restare nascosti in casa, senza poter fare il minimo rumore per non rischiare di essere denunciati dai vicini alla polizia degli stranieri e conseguentemente espulsi.

dal web (fonte: Unsplash)

Io ho scoperto questo dramma per puro caso, pochi mesi dopo essere arrivato in Svizzera, sfogliando, alla Libreria Italiana di Zurigo, il libro di Marina Frigerio “Bambini proibiti”, che raccoglieva le testimonianze di alcuni ex bambini nascosti. Chiesi spiegazioni alla signora Lisetta, la proprietaria della libreria, che mi raccontò tutta la storia. Oltre all’orrore per quanto raccontato, provai stupore per il fatto che in Italia non se ne sapesse niente. Ancora più stupito rimasi quando, parlandone con amici e colleghi svizzeri, scoprii che nemmeno loro ne sapevano niente, o quasi. Si trattava di una vergogna che tutti avevano cercato di rimuovere.

Anche se lo statuto di stagionale è stato abolito con l’introduzione della libera circolazione delle persone, ancora troppe sono le vittime della sua violenza: i rifugiati, i migranti temporanei, i lavoratori con i contratti di lavoro a tempo determinato, i Sans papier… Inoltre, con l’approvazione dell’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” del 2014, la possibilità di dividere le famiglie degli stranieri è di nuovo sancita dalla Costituzione elvetica.

Per dire BASTA a tutto questo è nata, il 1 ottobre scorso a Zurigo, l’associazione TESORO. Tra i fondatori, diversi ex bambini che hanno subito le conseguenze dello statuto dello stagionale, quali la presidente Paola De Martin, il vicepresidente Egidio Stigliano e Catia Porri, una delle prime ex bambine nascoste a rendere pubblica la sua condizione e usarla come testimonianza per promuovere la giusta integrazione dei migranti. All’assemblea di fondazione hanno partecipato 31 persone. E’ arrivato il sostegno di alcune personalità svizzere, come il Prof. Philip Ursprung, docente del Politecnico federale di Zurigo, e della deputata socialista Samira Marti, che ha inviato un video messaggio dal Palazzo federale. Il giornalista Mattia Lento ha dato una lunga intervista radiofonica per raccontare la nascita di TESORO. L’associazione intende rappresentare gli interessi dei membri delle famiglie che hanno subito le conseguenze dello statuto dello stagionale e del permesso annuale di soggiorno. TESORO intende mettere in evidenza che un cambio di paradigma è necessario, pertanto non basta che le persone direttamente coinvolte rompano il silenzio, ma è tempo che anche l’opinione pubblica sia pronta a elaborare la condizione di illegalità in cui molte famiglie sono state costrette a vivere e riconosca il contributo che le straniere e gli stranieri hanno portato nello sviluppare e arricchire la Svizzera. Per questo chiedono:

  • Scuse ufficiali da parte delle autorità elvetiche
  • Una rielaborazione storica delle condizioni di illegalità delle famiglie con permesso A e B
  • Un adeguato risarcimento per la sofferenza subita.
I fondatori di TESORO

Come migrante privilegiato, arrivato in Svizzera dopo la fine dello Statuto di stagionale, considero mio dovere sostenere l’associazione TESORO. Come neo-cittadino elvetico mi impegnerò affinché le istituzioni svizzere riconoscano le istanze dell’associazione.

Sarebbe bello che i migranti di tutte le generazioni sostenessero TESORO, e che tutti ci impegnassimo a far conoscere, non solo in Svizzera ma anche in Italia, la storia della migrazione in questo Paese. Se volete ulteriori informazioni, scrivete pure all’indirizzo e-mail: info@tesoro2021.ch Il sito internet Tesoro2021 è ancora in costruzione, ma già utilizzabile per le prime informazioni e per iscriversi.

Insieme possiamo cambiare le cose, insieme possiamo vincere.

6 Comments

  1. e ora, che finalmente le testimonianze siano riconosciute come il simbolo della disumana politica contro gli stranieri in Svizzera!

  2. Profonda Stima per chi sostiene e rivendica i diritti ,la sacralita’ della famiglia e la dignita’ delle persone che cosi’ come succedeva ieri ,oggi cercano e meritano un lavoro dignitoso da ovunque esse provengono.Quello che e’ successo in passato con i bambini proibiti ,,serva affinche’lo straniero non debba piu’ subire angherie ,perche’ libero di integrarsi con accoglienza .

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