Conoscete May Sarton? Probabilmente no, perché questa scrittrice è stata tradotta molto raramente in Italiano. Eppure, costituisce una figura molto particolare nel panorama letterario. E’ stata una poetessa, una romanziera, ha scritto saggi, libri per bambini, mettendo in evidenza, ogni volta, la sua versatilità. Nata in Belgio nel 1912, la sua famiglia fu costretta a lasciare il Paese allo scoppio della prima guerra mondiale, per rifugiarsi in Inghilterra, a casa della nonna. Nel 1915 i Sarton si trasferirono tutti negli Stati Uniti, a Boston, dove il padre di May trovò lavoro all’Università di Harvard. Da adolescente, May frequentò dei corsi di teatro, e cominciò a scrivere poesia, cosa che non smise mai di fare. A 17 anni, cominciò a lavorare presso il Civic Repertory Theater di New York, e, a 19, decise di fare un viaggio in Europa, stabilendosi a Parigi per un anno. Nel suo periodo europeo frequentò i migliori intellettuali dell’epoca, tra i quali Virginia Woolf, Julian e Juliet Huxley, Basil de Selincourt… Ebbe delle avventure sia con il signor che con la signora Huxley. Fu proprio in quel periodo che scrisse il suo primo romanzo. Nel 1945, a Santa Fe, incontrò Judy Matlack, di cui si innamorò e con cui visse fino al 1956, quando, dopo la morte del padre, decise di trasferirsi nel New Hampshire. Scriverà della loro relazione in un libro del 1988 e rifletterà sull’importanza di Judy nella sua vita in uno dei suoi libri di memorie. May Sarton morì nel 1995, a causa di un cancro.
La sua produzione letteraria è costituita da 53 libri, tra i quali 19 romanzi, 17 raccolte di poesie e diversi libri di riflessioni e memorie. Il suo stile è stato definito dalla critica “calmo, acculturato, urbano”, ma quello che è stato esaltato particolarmente è il suo modo onesto e sincero di trattare temi quali l’isolamento, la solitudine, il sesso, l’omosessualità, l’amore, i dubbi su sé stessi, il successo, il fallimento, l’invidia, la gratitudine…La Sarton ha sempre rifiutato l’etichetta di scrittrice lesbica, perché, come spiega lei stessa, “La visione della vita nei miei lavori non è limitata a un segmento dell’umanità… E ha molto poco a che fare con la propensione sessuale”. Insomma, una definizione del genere sarebbe riduttiva e limitante, e chiunque abbia letto almeno una delle sue opere può confermare che i suoi scritti contengono molto di più.
Perché vi ho raccontato tanto di una scrittrice a noi semisconosciuta? Perché l’editore Astoria ha pubblicato, alcuni mesi fa, uno dei suoi romanzi più famosi, “As we are now”, tradotto, dalla sempre eccellente Marina Morpurgo, con il titolo di “Vi prego, cercate di capire”. In questo romanzo, del 1973, sono presenti quasi tutti i temi cari alla scrittrice statunitense. Il romanzo è ambientato negli anni ’50 e la protagonista è la settantaseienne, ex insegnante di matematica, Caroline Spencer. Rinchiusa in una casa per anziani a seguito di un infarto che non le consente più di vivere da sola, scrive un diario per tenere attiva la mente. Ha vissuto come ha voluto, grandi viaggi estivi in Europa, in Inghilterra in particolare, dove ha incontrato un uomo sposato con cui ha intrattenuto una relazione trentennale, amici, discussioni. L’infarto le ha rubato l’indipendenza: dopo l’ospedale si era trasferita dal fratello John, sposato con una donna molto più giovane di lui e che Caroline non ha mai trattato bene. Non stupisce se dopo poco le trovano una casa di riposo e ce la portano. Questa è gestita dalla signora Hatfield e da sua figlia, che mescolano indifferenza e cattiveria nei confronti dei loro pazienti. Inizia così per Caro una vera discesa agli inferi, da cui cerca di sottrarsi scrivendo, ricordando fatti della vita e proprie caratteristiche personali, osservando ciò che capita attorno a lei, riflettendo sulla natura del potere dell’uomo sull’uomo.
Un romanzo molto amaro, talvolta duro, che tratta di temi che resistono al tempo, quali la fragilità dovuta alla malattia, o, più semplicemente, alla vecchiaia; la perdita dell’indipendenza e la necessità di dipendere dagli altri. Il prezzo che comportano le scelte che ciascuno di noi fa nel corso della propria vita. Durante la lettura di questo romanzo, triste eppure poetico dalla prima all’ultima parola, non si può far a meno di pensare a sé stessi, alle proprie scelte di vita e alle conseguenze, positive e negative, che queste scelte hanno comportato o comporteranno. Talvolta è facile giudicare, ma prima “vi prego, cercate di capire”.

“Un romanzo molto amaro, talvolta duro, che tratta di temi che resistono al tempo, quali la fragilità dovuta alla malattia, o, più semplicemente, alla vecchiaia; la perdita dell’indipendenza e la necessità di dipendere dagli altri.”
Il concetto occidentale di vecchiaia come incapacità, peso, ‘mancanza di produttività’ aumenta questi disagi.
Abbiamo molto da imparare da culture dove l’esperienza, la conoscenza e la saggezza vengono valorizzate.
Forse queste sono proprio le incertezze alle quali dobbiamo giornalmente confrontarci ma con l’avanzare con gli anni spesso diventano veri e propri incubi!
Quando superi i 60 l’idea di come affrontare la vecchiaia non è più solo un’idea, ma accompagna la tua quotidianità. Credo che questo libro possa abbandonarti alla tristezza, ma anche permetterti di assaporare appieno la bellezza della vita. Penso che lo leggerò.
Non conoscevo la scrittrice… il tema è decisamente attuale in questo mondo sempre più indifferente ai fragili. Molti giovani dimenticano spesso che invecchieranno anche loro. Leggere libri scritti da un punto di vista anagraficamente più avanti rispetto al loro sarebbe molto utile. Scoprirebbero che la persona umana non è un’auto che si svaluta con gli anni. Consiglio recepito !!
Grazie per questo prezioso suggerimento: per la narrazione di una vita affascinante che mi era ignota e per aver scelto un testo che affronta un tema da cui troppo spesso si scappa e che invece ci accompagna in ogni stagione della vita, perché “non si può far a meno di pensare a sé stessi, alle proprie scelte di vita e alle conseguenze, positive e negative, che queste scelte hanno comportato o comporteranno”.
[…] scrittrice, Marina è anche un’eccellente traduttrice: ha tradotto, tra gli altri, il romanzo Vi prego, cercate di capire, di cui vi avevo già raccontato, e soprattutto la serie di thriller che ha come protagonista […]