Io viaggio da solo

Inizia

Cominciò per caso, una ventina di anni fa. Era agosto, lavoravo a Mozzanica. Lo stabilimento era fermo per lavori di manutenzione, che io avrei seguito fino al venerdì 18, e poi la sera sarei partito per Napoli; avevo acquistato il biglietto aereo mesi prima. A fine luglio i sindacati si accordarono con la direzione per chiudere lo stabilimento il 14 e il 15, permettendo così a tutti i lavoratori di godere del ponte. Mi sarei ritrovato così a Treviglio, dove vivevo allora, per quattro giorni consecutivi in una cittadina deserta, con l’aggravante che tutti i miei amici, tra Treviglio e Milano, erano già in ferie. Provai ad anticipare il volo per Napoli, ma i costi proposti erano esuberanti. Notai però che c’era un volo low cost da Orio al Serio a Bratislava, andata e ritorno a soli 38 euro. Lo acquistai senza pensarci due volte.

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Avevo dei dubbi, prima della partenza, su come avrei trascorso il tempo per quattro giorni da solo nella capitale slovacca, ma d’altra parte sarei stato solo anche a casa. Il soggiorno a Bratislava si rivelò piacevole, visitai tutto ciò che c’era da visitare, senza stress e problemi di tempo; da una situazione sgradevole nacque un’opportunità.

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Tornai a viaggiare da solo nel 2011, in Botswana, quando avevo bisogno di riprendermi da un periodo nero e ritrovare me stesso e non c’era niente di meglio di un’immersione nella natura. Da allora, cominciai a viaggiare da solo sempre più spesso, in particolar modo in Africa, ma non solo. Ho avuto così la fortuna di conoscere bene gli altri viaggiatori che costituivano il mio gruppo, quando sono partito in gruppo, o, ancora meglio, ho avuto modo di conoscere bene le persone del posto, con alcune delle quali sono diventato amico (come Anton dalla Siberia).

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Viaggiando da solo ho cominciato ad apprezzare pienamente lo spirito del viaggio, oltre a non avere più le incomprensioni che talvolta si sono create viaggiando con amici, che talvolta mi hanno reso insofferente nei loro confronti, e molto probabilmente insopportabile ai loro occhi. Ricordo degli episodi che ora mi fanno sorridere, ma che ai tempi mi infastidirono parecchio: in Bulgaria, dividevo la camera con un amico che amava stare a letto fino a mezzogiorno a guardare la televisione (Rai 1), così dopo aver letteralmente sprecato mezza giornata aspettando che si alzasse, cominciai a uscire per conto mio fino a che l’amico non si decideva a raggiungermi; in Romania viaggiavo con un’amica non nota per la sua puntualità, allora le chiesi di stabilire lei l’orario di partenza, e le chiesi anche di rispettarlo, dal momento che io sarei stato, come al solito, in anticipo. Lei non riuscì quasi mai a essere puntuale e accusava me, con qualche ragione, di essere troppo rigido ogni volta che brontolavo.

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Viaggiare da soli ha naturalmente anche qualche inconveniente, primo fra tutti il pagamento del supplemento singola in quasi tutti gli alberghi. Mi fanno invece sorridere gli sguardi di commiserazione nei ristoranti, quasi esclusivamente da parte di italiani, quando si rendono conto che pranzo o ceno da solo. Da citare un episodio, non ricordo dove fossi e nemmeno se si trattasse di un viaggio di lavoro o di piacere, in cui avevo deciso di cenare in un ristorante famoso in zona. Al tavolo accanto al mio sedeva una giovane coppia che, come mi vide cenare da solo, cominciò a scambiarsi dei sorrisini e qualche commento. Dopo di che, il silenzio per tutto il resto del tempo, ognuno immerso nel proprio cellulare.

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Naturalmente viaggio anche con amici e parenti, quando abbiamo le stesse idee sulla meta, lo stesso budget e le stesse affinità sul viaggio. Più volte ho viaggiato con persone conosciute in viaggi precedenti, diventate nel frattempo mie amiche. Con questo articolo sto solamente dicendo che, in ogni viaggio, io scelgo prima la meta e l’itinerario, e poi, eventualmente, la compagnia.

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E voi, che tipo di viaggiatori siete? Avete mai viaggiato da soli? Perché non mi raccontate le vostre esperienze?

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8 Comments

  1. Io viaggio da sola, ma con gruppi. Non ho ancora trovato il “coraggio” di tentare un vero viaggio in solitaria, ma è solo questione di tempo.
    Gli hotel dovrebbero trovare una soluzione per noi viaggiatori single. I supplementi per le camere sono esagerati e influiscono molto sul budget del viaggio.
    Viaggiare rimane comunque una delle più belle cose da fare nella vita. Qualsiasi tipo di viaggio, in Italia o all’estero, economico o “confortevole”, di gruppo o in solitaria. Viaggiare aiuta a capire gli altri, ma soprattutto a conoscere se stessi.

  2. Viaggiare e’ un po’ come uscire dai propri confini, dalla propria zona di conforto. Lo si fa per curiosità, sete di conoscenza, voglia di esplorare e di espandere il proprio orizzonte. Non sono mai stato un temerario esploratore, ed in fondo non ho mai amato intraprendere in solitaria avventure che mi staccassero troppo dal mio circondario. L’ho fatto alcune volte, poche e su tratte tutto sommato nostrane, ma posso confermare che spesso noi stessi siamo i migliori compagni di viaggio che potremmo mai sperare di avere. Dico “spesso”, concordando in pieno su molti degli inconvenienti che citi nel tuo post Maurizio. Non sempre, fortunatamente. Mi piace ricordare l’ultimo viaggio in “solitaria” che mi capitò di fare . Eravamo nella tarda estate del 2007 e la destinazione fu l’allora sconosciuta Toscana, con le mete di Pisa, Firenze e Siena. Un bel viaggio! Di lì a poco, nel tardo autunno di quell’anno, conobbi Colui che divenne ed è il compagno irrinunciabile di tanti altri e più grandi viaggi!

  3. Sei un cittadino del mondo. E il viaggio migliore è sempre quello in solitaria. Fai ciò che vuoi, guardi ciò che vuoi, ti alzi quando vuoi. Sei grande Maurizio.
    Non viaggio mai con nessuno che non sia mia moglie, proprio perché ogni volta che eravamo con qualcuno, il problema della puntualità diventava insormontabile e sta cosa non la sopporto.
    Grande unico Maurizio

  4. Da bambina non ho mai viaggiato, da ragazza in compagnia di amici, ora viaggio con mio marito Paolo, che è un ottimo compagno di viaggio, e siamo quasi sempre d’accordo sulle mete da visitare e sul modo di fermarci di tanto in tanto. Ma quello che scrivi è vero, a volte è difficile trovarsi con altri compagni di viaggio per abitudini, o modi di fare completamente diverse dalle tue. Mi manca solo l’esperienza di viaggiare da sola, ma sono sicura che troverei quei momenti di gioia che hai saputo descrivere così bene.

  5. Mi piacerebbe fare un piccolo viaggio sola, anche molto vicino a casa, trovare il coraggio…ma, d’altra parte, non riesco neppure ad andare al cinema da sola o a prendere una birra seduta ad un bar, forse anche per colpa della famiglia che non ha mai visto come cosa sana “l’andare in giro sola”.
    Negli ultimi anni viaggio molto con il mio compagno: stessa idea di mete, di curiosità, di orari. Nel passato il mio ex mi seguiva docile nelle poche cose che abbiamo fatto, anche con alcuni amici, ma l’affinità è essenziale!

  6. Grazie come sempre per i tuoi spunti.
    Sono appunto in viaggio (di ritorno) da sola, come spesso accade: e’ difficile conciliare tempi, budget, destinazioni ecc. Ma io parto comunque, perche’ quando ero piu’ giovane l’ho fatto poco per economizzare, perche’ ero vicina a persone che non amavano muoversi, per impegni familiari.

    Hai sintetizzato i problemi del viaggiare con amici, ma sono riuscita a farlo con patti alla partenza che mi evitassero visite ai negozi di souvenir o a ristoranti stellati. Cioe’: partiamo insieme, facciamo delle cose insieme, ma altre no.

    In gruppo ho viaggiato in Cina, India e poco altro e solo per muovermi piu’ facilmente e in sicurezza. Non sono stata molto fortunata perche’, comunque, le guide devono assecondare i desideri dell’italiano tipico o le richieste della maggioranza. Ma pure in gruppi in cui ero l’unica europea, si creavano problemi (3 pasti al giorno seduti, serate Karaoke, sport spericolati, sedute di selfie instagrammabili).

    Pero’ viaggiare soli, anche se ci apre di piu’ agli altri (sempre se sono disponibili, pur se in coppia o gruppo) , qualche problema lo crea: si paga spesso di piu’ per tutto, dalla camera in albergo ad alcuni walking tour delle citta’; le persone ti chiedono curiosi come mai viaggi sola ( al museo egizio di Torino ho risposto alla curiosita’ della guida, un giovanotto di oltre 40 anni, inventando dei nipoti in giro a fare altro); altri ti pensano coraggiosa, altri strana. Comunque, bisogna fare molta piu’ attenzione a cosa fare, quando, dove e con chi.
    Mi piacerebbe scaricare su un’altra persona lo stress per le cose pratiche legate a prenotazioni, scelte, spostamenti; anche con gli amici, alla fine, faccio io per cui l’ansia aumenta per senso di responsabilita’. Sarebbe anche bello condividere le impressioni del momento, ma non e’ detto che la compagnia sia una soluzione a questo.

    Ma per chi si e’ trasferito per lavoro come te e me, viaggiare soli e’ naturale.
    E va benissimo. Speriamo di farlo ancora per molti anni!

  7. Scusami se non rispondo alla domanda…
    Ma ho riconosciuto la foto del gorilla trekking che anche io ho fatto in Uganda tempo fa, quando ancora non ci conoscevamo, e mi sono emozionata!!!

  8. Ho viaggiato una sola volta da sola, avevo 20 anni, e non era proprio per diletto: mi dovevo recare da Napoli a D’organo della Presolana, per lavorare in una colonia estiva. Ricordo ancora il senso di libertà che assaporai durante le ore della trasferta che, fortunatamente, mi regalò un po’ di tempo per girovagare per Milano . Vidi per la prima volta volta il Duomo ed il Castello Sforzesco, ma rigorosamente dall’esterno, perché altrimenti avrei perso l’autobus che mi avrebbe portato sulle Dolomiti.
    Da allora ho un sogno nel cassetto: viaggiare in solitaria e attraversare la Provenza in fiore…

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