Cosa succede se un genio della fisica, il premio Nobel Giorgio Parisi, incontra un genio della scrittura, Piergiorgio Paterlini? Il risultato è il libro Gradini che non finiscono mai, pubblicato recentemente da La nave di Teseo, che, attraverso la scrittura rassicurante dello
Quando andavo a scuola io, dal 1977 al 1990, di colonialismo italiano non si parlava; se qualcuno ne accennava, era per dire che si era trattato di un colonialismo “diverso” e che gli italiani erano “brava gente”. No, non è colpa dei
Confesso la mia ignoranza: fino a qualche settimana non sapevo chi fosse Piedad Bonnett ma, dopo averne letto gli elogi da parte di Annie Ernaux e Mario Vargas Llosa, mi sono documentato. Ho scoperto così che la Bennett è una poetessa, scrittrice
Quando ho bisogno di distrarmi, mi piace leggere libri gialli, thriller, che raccontano una realtà molto diversa dalla mia e le cui pagine sono disseminate di indizi che permettono al lettore di giocare a fare l’investigatore e andare alla ricerca dell’assassino, in
Dopo il genocidio del Ruanda del 1994, molti dei giovani sopravvissuti, soprattutto studenti universitari e delle scuole superiori, sentirono il bisogno di costituire nuovi nuclei familiari, le cosiddette “famiglie di elezione”, per colmare, almeno parzialmente, i bisogni affettivi venuti a mancare con
Uno dei miei scrittori del cuore è Alain Mabanckou, che entrò in casa mia per caso, una decina di anni fa circa. Non sapevo niente di lui, ma fui attratto dalla copertina di un suo romanzo, vista per caso in una libreria.
Uno dei viaggi più intensi della mia vita, del quale non vi ho ancora raccontato nel blog, fu senza dubbio quello in Burkina Faso, la terra degli uomini integri. Era il dicembre 2013 e uno dei luoghi che più mi affascinò fu
Margaret Thatcher, laureata in chimica, del partito conservatore, fu la prima donna a ricoprire il ruolo di primo ministro in Gran Bretagna, governando ininterrottamente dal 1979 al 1990. Ero un bambino, e questa persona, che vedevo quasi ogni sera al telegiornale, mi
Tutto accadde per caso, qualche anno fa, quando le chiesi l’amicizia su Facebook dopo aver letto un suo commento acuto a un post che trattava di letteratura. Scoprii così che era una giovane scrittrice, che aveva appena pubblicato un libro di racconti.
Uno dei romanzi, letti nelle ultime settimane, che più mi ha colpito, è Il cannibale dello scrittore olandese Tom Hofland, pubblicato recentemente in italiano dall’editore Carbonio con la traduzione di Laura Pignatti. L’unica perplessità che ho avuto è sul titolo. Non so
Faccio spesso fatica a trovare, tra i narratori italiani contemporanei, coloro i quali cercano di scrivere un romanzo sociale, un romanzo che descriva la società in cui viviamo. Fa eccezione l’ultima mia lettura, Hijra, pubblicata da Fandango, che offre una boccata d’aria